TARI: forse non lo sai ma si prescrive in 5 anni

26 gennaio 2024

In Italia il pagamento dell’imposta unica comunale si dive in realtà in tre distinti tributi, ovvero: TARI, TASI e IMU.

Com’è noto, l’IMU è dovuta dal possessore di immobili, con esclusione delle abitazioni principali (leggi anche questo). Mentre, la TARI è a carico del solo utilizzatore ed è un tributo relativo allo smaltimento dei rifiuti urbani.

Infine, la TASI fa riferimento ai servizi indivisibili dei Comuni che è dovuta, in diversa misura, sia dal possessore che dell’utilizzatore dell’immobile.

Oggi però facciamo un piccolo approfondimento sulla TARI, ovvero il nuovo prelievo sui rifiuti urbani che sostanzialmente ricalca il modello della TARES (abrogata a decorrere dal 1.1.2014).

Il presupposto della TARI è “il possesso o l’utilizzo di locali o aree scoperte, in cui si producano rifiuti urbani”.

Ma cosa succede se un contribuente resta in un immobile solo qualche tempo? Difatti, nel caso di utilizzo di durata non superiore a 6 mesi il soggetto passivo è solo il proprietario e non l’utilizzatore.

Ma ci sono altri casi particolari sulla quale vorremmo dare attenzione.

Per esempio, nel caso di centri commerciali integrati e di multiproprietà è soggetto passivo il titolare delle porzioni di immobile ad uso esclusivo.

Tuttavia, ricade sull’amministratore la responsabilità del pagamento del tributo e del connesso obbligo di presentazione della dichiarazione, sia per i locali comuni che per quelli ad uso esclusivo.

PRESCRIZIONE DELLA TARI

I tre tributi locali, quindi TASI, IMU e TARI, hanno un termine di prescrizione pari a 5 anni. Il conteggio parte dal 1° gennaio dell’anno successivo all’anno in cui matura il tributo e bisogna effettuare il versamento.

Un altro dettaglio importante è il fatto che ogni Comune decide in autonomia la scadenza temporale per effettuare il pagamento. Per questo motivo il conteggio della prescrizione inizia dal 1° gennaio, per permettere agli organi di competenza di poter effettuare verifiche e naturalmente anche per organizzarsi meglio.

Per fare un esempio, il 1° gennaio 2024, è stato prescritto il versamento TARI relativoall’anno 2018.

Se anche tu hai dei pagamenti della TARI arretrati, controlla che siano decorsi i 5 anni di prescrizione e inviaci tutta la documentazione. Sarà nostra premura valutare insieme la migliore strategia per ottenere la tutela dei tuoi diritti.

Scrivici attraverso la nostra pagina contatti e fissa un appuntamento in una delle nostre sedi.

Trovi qui tutti i riferimenti.

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